
I piccoli animali del bosco
Quando il sole cala e il bosco sembra svuotarsi, in realtà cambia solo ritmo di chi lo abita.
Molti degli animali più interessanti dell’Appennino iniziano proprio in questo momento la loro giornata: si muovono nel buio, seguono sentieri nascosti, annusano il terreno, cercano cibo e tornano alle tane prima dell’alba.
Ogni comportamento animale ha una funzione precisa: sopravvivere, riprodursi, adattarsi.
Gli etologi studiano questi comportamenti osservando come cambiano nel tempo, nell’ambiente e nelle relazioni sociali. Non esistono azioni “casuali”: ogni movimento, ogni traccia, ogni scelta è il risultato di milioni di anni di evoluzione. Per questo il bosco non è solo un insieme di specie, ma una rete di decisioni e adattamenti continui.
È il turno del tasso, dell’istrice e della volpe, tre mammiferi molto diversi ma accomunati da una vita discreta e spesso notturna. Non sono “animali minori”: modellano il suolo, disperdono semi, scavano tane, consumano frutti, invertebrati e piccoli vertebrati. In altre parole, fanno parte di quell’attività invisibile che tiene in equilibrio il bosco anche quando noi non ce ne accorgiamo.
L’ingegnere del sottosuolo: il tasso
Il tasso (Meles meles) è uno degli animali più elusivi del bosco. Ha un corpo tozzo, zampe corte ma forti, artigli da scavatore e una maschera bianca e nera sul muso che lo rende inconfondibile. Nonostante l’aspetto un po’ goffo, è perfettamente costruito per la vita sotterranea.
La cosa più sorprendente del tasso è la sua tana. Non si tratta di un semplice rifugio, ma di un sistema di gallerie con più ingressi, camere interne e passaggi usati per anni, a volte per generazioni. I tassi vivono spesso in piccoli gruppi familiari, un comportamento piuttosto insolito tra i mustelidi, e condividono la stessa tana madre. Alcune tane vengono ampliate e ristrutturate nel tempo, tanto da diventare vere “case di famiglia” del sottosuolo.
Un’altra caratteristica che colpisce molto è la loro pulizia. Il tasso cambia spesso la lettiera delle camere di riposo e utilizza all’esterno delle piccole buche-latrina dove deposita gli escrementi. Questo comportamento non serve solo all’igiene: è anche un sistema di comunicazione tra individui e gruppi vicini.
Studi sul comportamento animale mostrano che anche specie considerate “semplici” sviluppano forme di cooperazione e organizzazione sociale. Il tasso ne è un esempio perfetto: vive in gruppi, condivide risorse e organizza lo spazio in modo sorprendentemente efficiente.
Non è solo un animale che scava: è un animale che gestisce un territorio.
Dal punto di vista alimentare è un opportunista: mangia lombrichi, insetti, frutti, piccoli vertebrati e ciò che il bosco offre stagione per stagione. In molte aree i lombrichi rappresentano una parte molto importante della dieta. Questo lo rende un animale utile anche per l’equilibrio del suolo e per il riciclo della materia organica.
Quali indizi della sua presenza troviamo nel bosco?
Il tasso si vede poco, ma lascia parecchi indizi. I più evidenti sono:
- gli ingressi delle tane, ampi, puliti, con terra fresca all’esterno;
- i sentieri battuti che collegano tana, aree di alimentazione e latrine;
- le latrine, piccole buche con escrementi;
- le impronte, con cinque dita e unghie anteriori lunghe, molto adatte allo scavo.
Se attorno a una tana il bosco sembra “organizzato”, con piccoli corridoi e punti ben definiti, è molto probabile che lì viva un tasso.
Il gigante silenzioso: l'istrice
L’istrice (Hystrix cristata) è il più grande roditore europeo e uno degli animali più particolari della nostra fauna. Il suo aspetto è già una dichiarazione d’intenti: corpo robusto, testa bassa, andatura pesante e soprattutto gli aculei, che sono una delle difese più efficaci del mondo animale.
C’è una cosa da chiarire subito: l’istrice non lancia gli aculei. Quando si sente minacciato li solleva, li fa vibrare, produce un rumore crepitante con quelli caudali e, se necessario, può muoversi all’indietro contro l’aggressore. Gli aculei si staccano facilmente al contatto, ed è questo che ha alimentato il mito del “lancio”.
È un animale per lo più notturno, che usa tane scavate da altri o rifugi naturali, ma può anche adattare cavità già esistenti. Vive spesso in coppie o piccoli nuclei familiari e, quando si muove, segue percorsi abbastanza regolari. Questo significa che nel bosco può lasciare vere e proprie “autostrade” di passaggio, soprattutto vicino alla tana o alle aree di alimentazione.
Dal punto di vista alimentare è quasi esclusivamente erbivoro: si nutre di radici, tuberi, bulbi, frutti, semi e cortecce. Una curiosità molto interessante, documentata anche dai naturalisti che lo studiano sul campo, è che può rosicchiare ossa o palchi per integrare sali minerali, soprattutto calcio. Questo spiega perché trovare un palco caduto nel bosco sia più difficile di quanto si pensi.
Il suo verso non ha un nome ma è simile al grugnito del maiale, per questo è detto anche Porcospino.
Riccio e istrice non sono parenti! Il fatto che entrambi abbiano gli aculei si tratta di un semplice caso di convergenza evolutiva: il riccio appartiene alla famiglia Erinaceidae, mentre l'istrice alla famiglia Hystricidae ma nel tempo hanno scelto il medesimo "attrezzo" per difendersi.
Quali indizi della sua presenza troviamo nel bosco?
Con un po’ di attenzione, l’istrice è uno degli animali più facili da “leggere” senza vederlo:
- aculei caduti, il segno più evidente;
- rosicchiamenti su legno, cortecce o ossa;
- escrementi cilindrici, scuri, spesso vicino ai percorsi o ai rifugi;
- impronte con cinque dita, che ricordano quasi piccole mani.
La maestra dell’adattamento: la volpe
La volpe rossa (Vulpes vulpes) è forse il mammifero più famoso del bosco, ma anche quello più carico di significati culturali. La conosciamo tutti come “furba”, e non è un caso: da Esopo in poi la volpe è diventata la protagonista di storie in cui vince grazie all’astuzia, all’opportunismo e alla capacità di cavarsela in ogni situazione. Questa reputazione non nasce dal nulla: nella realtà è un animale estremamente adattabile, capace di cambiare dieta, orari e comportamento con grande elasticità. Ma la volpe non è “furba” nel senso umano del termine. È efficiente. Sa approfittare delle occasioni, riconoscere un rischio, scegliere il momento giusto e l’etologia la descrive come uno dei carnivori più flessibili del nostro ambiente. La cosiddetta “furbizia” della volpe è in realtà un insieme di capacità cognitive e comportamentali: adattamento, memoria, flessibilità. Oggi sappiamo, grazie alla scienza, che molte specie sono in grado di modificare le proprie strategie in base al contesto, proprio come fa la volpe quando cambia dieta o comportamento a seconda dell’ambiente.
Dal punto di vista ecologico è un canide generalista: mangia piccoli mammiferi, uccelli, insetti, lombrichi, frutta, bacche e, quando capita, carogne o risorse di origine umana. Vive nei boschi, nelle campagne, nelle colline e persino vicino ai paesi e alle città. È spesso considerata solitaria, ma non del tutto: durante il periodo riproduttivo forma coppie e, in alcuni casi, i giovani dell’anno precedente possono rimanere per aiutare nell’allevamento dei piccoli.
La sua tecnica di caccia è uno dei dettagli più affascinanti: grazie a un udito finissimo riesce a localizzare piccoli animali anche sotto l’erba alta o la neve e si lancia con un salto preciso, quasi verticale. È una delle immagini più eleganti della predazione nel bosco.
Quali indizi della sua presenza troviamo nel bosco?
Anche la volpe lascia molte tracce:
- impronte simili a quelle di un cane, ma più strette, ordinate e leggere;
- escrementi allungati, spesso lasciati in punti visibili come sassi, sentieri o piccole alture, perché servono anche alla marcatura;
- tane, talvolta proprie, talvolta riadattate;
- resti di prede o penne nei pressi delle aree di alimentazione.
La volpe è uno di quegli animali che spesso non vediamo, ma che capiamo di avere vicino proprio grazie alla firma che lascia sul territorio.
Un condominio naturale
Una delle cose più curiose emerse negli ultimi anni grazie a fototrappolaggi e osservazioni sul campo è che in Italia tasso, istrice e volpe possono usare la stessa tana o lo stesso sistema di tane, entrando in momenti diversi o utilizzando camere diverse. Non significa che vivano sempre insieme come una famiglia, ma che riescono a condividere lo spazio nel tempo con una sorprendente tolleranza reciproca. ISPRA ha raccontato bene questa coabitazione, osservata ad esempio a Castelporziano, e il fenomeno sembra favorito proprio dalle grandi tane del tasso, che fungono da infrastrutture del bosco per altre specie.
È un’immagine bellissima del bosco: non solo competizione, ma anche convivenze silenziose ed equilibri nascosti.
Il bosco racconta chi passa
Tasso, istrice e volpe ci insegnano una cosa semplice: per conoscere il bosco non serve sempre vedere gli animali. Basta imparare a leggere i segni che lasciano dietro di sè: un ingresso scavato con cura, un aculeo ai piedi di un tronco, una latrina, un’escremento posato su una pietra, una pista sottile nel fango: tutto questo è linguaggio.
Il bosco non è solo un luogo. È un sistema di relazioni, decisioni e adattamenti continui. Gli animali che lo abitano non sono comparse silenziose, ma protagonisti di una storia complessa fatta di scelte, strategie e sopravvivenza.
E ogni volta che impariamo a leggere un’impronta, una tana o un segno sul terreno, stiamo facendo qualcosa di molto più grande: stiamo imparando a capire il linguaggio della natura.
Come comportarsi se si incontra un animale selvatico
Incontrare un animale selvatico è un’esperienza rara e preziosa. Nella maggior parte dei casi l’animale scapperà molto prima che noi ce ne accorgiamo.
Se dovesse capitare di vederne uno è importante mantenere un comportamento semplice: restare calmi, non correre/agitarsi, non avvicinarsi, lasciare sempre una via di fuga all’animale.
Il rispetto della distanza è la regola fondamentale. Il bosco è la loro casa, e noi siamo solo ospiti di passaggio.
Anche per i piccoli animali del bosco ritengo fondamentale precisare due cose, perchè ultimamente il buonsenso è sempre più raro..
Evitare i richiami registrati
Negli ultimi anni si sono diffusi video e applicazioni che permettono di riprodurre richiami di animali registrati. Usare questi suoni nel bosco può sembrare innocuo, ma in realtà crea un forte disturbo alla fauna. Gli animali possono interpretare quei suoni come la presenza di un rivale o di un membro del branco e reagire avvicinandosi o cambiando comportamento. Questo provoca stress e altera le normali dinamiche sociali degli animali. Per questo motivo è sempre meglio osservare la natura senza interferire con i suoi segnali.
Il cane nel bosco
Anche la presenza dei cani richiede attenzione. Seppur meno impattante rispetto alla relazione con cinghiali, lupi o cervidi, quando un cane entra nel territorio di famiglia/individuo viene sempre percepito come un intruso o un rivale. In questi casi tutti gli animali possono reagire in modo aggressivo per difendere il territorio. In più un cane può "frugare" nelle tane di questi animali che, se si sentono minacciati, possono reagire con aculei o morsi.
Per questo motivo la regola più sicura è semplice: nel bosco il cane dovrebbe sempre essere tenuto al guinzaglio o sotto stretto controllo. Questo protegge sia la fauna selvatica sia il cane stesso.
Scarica la checklist per divertirti nel bosco con le impronte (#spoiler il prossimo articolo sarà sui piccoli animali del bosco!) e poi mettiti alla prova per vedere quante ne sai sugli indizi lasciati da grandi e piccoli animali del bosco Detective del bosco [NOTA: in questo quiz sono contenuti anche argomenti inerenti anche ai grandi animali del bosco, leggi l'articolo qui]
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Un grazie speciale va alla collega guida e divulgatrice scientifica Sara Boninsegna, fonte inesauribile di sapere e soprattutto di passione: grazie, perchè non smetti mai di farci vedere il mondo con occhi nuovi. Grazie anche ai suoi ospiti, come Fabio Savini - guida e divulgatore specializzato in Comportamento Animale e dell’Uomo - che di tanto in tanto ci fanno riscoprire curiosità e conoscenza su questi splendidi animali.
Autore: Giorgia Ricotti - Guida Escursionistica Ambientale
Foto e testo © Wild Trek – Avventure in cammino