Una notte in bivacco

In montagna, in alta collina o lungo un cammino si possono trovare varie tipologie di “alloggio”. I più famosi sono senza dubbio i Rifugi, che a volte sono più lussuosi degli alberghi in città (anche se non è questa la vera funzione) confondendo un po’ le idee a chi si avventura in montagna con poca esperienza. Ma hai mai sentito parlare di Bivacco?

In questo articolo ti racconto com’è l’esperienza in un bivacco, per essere consapevole di ciò che ti aspetta. Se sei già stato in rifugio, è solo una sistemazione più spartana non custodita; dovrai solo rivedere e correggere l’attrezzatura necessaria e calcolare bene le provviste. Se invece è la tua prima esperienza, è necessario fare un po’ di chiarezza.

Cos’è un bivacco?

Iniziamo con qualche definizione CAI – Club Alpino Italiano – che è l’Ente Nazionale responsabile della gestione dei rifugi e della sentieristica ufficiale su territorio nazionale.

BIVACCO - costruzione di modeste dimensioni con capienza normalmente non superiore ai 12 posti, generalmente ubicata nelle zone più elevate delle catene montuose, frequentate per alpinismo classico, quali basi prossime agli attacchi delle vie di salita o lungo percorsi alpinistici di quota. È una struttura incustodita e aperta in permanenza, attrezzata con quanto essenziale per il pernottamento o il riparo di fortuna degli alpinisti. Sono escluse funzioni di gestione per servizi di fornitura cibi e bevande. Le Sezioni si devono interessare direttamente per la sua permanente apertura e per la perfetta manutenzione, nonché delle condizioni igieniche, di pulizia estesa agli spazi adiacenti al bivacco.

PUNTO DI APPOGGIO - struttura fissa, generalmente ricavate con corretti ma modesti interventi di restauro e recupero di esistenti edifici tipici dell’ambiente montano quali casere, baite, malghe non più utilizzate, purché agibili, al fine di salvaguardare un aspetto del paesaggio tradizionale della montagna. Ubicato in luoghi dove non esistono rifugi alpini, deve consentire il ricovero ad alpinisti ed escursionisti, con una attrezzatura semplice, ma indispensabile al pernottamento. Raggiungibile esclusivamente a piedi con sentieri o mulattiere, ha la funzione di punto di appoggio e di transito lungo itinerari in media quota, alte vie, traversate. Sono escluse funzioni di gestione per servizi di fornitura cibi e bevande. Per la relativa manutenzione si procede come per i bivacchi.

In altre parole: il bivacco è una struttura esteticamente simile al rifugio, ma di dimensioni molto più ridotte, in cui nessuno si occupa di pasti, camere e pulizie, e in cui i comfort del rifugio non sono contemplati. Per capirci, in bivacco la dotazione (nella migliore delle ipotesi) è composta da stufa, bombola del gas per fornello, materassi e coperte in camerata, e solo se siete fortunati un wc a turca nei prati circostanti. Nella migliore delle ipotesi potresti trovare acqua corrente (fontana) e pannelli solari per un minimo di elettricità; nella peggiore delle ipotesi non troverai né il fornello a gas, né il wc a turca.

Come ci si comporta in bivacco?

L’utilizzo di un bivacco deve essere la più alta forma del rispetto necessario verso cose e persone. Cosa vuol dire?

Vuol dire che bisogna avere sempre ricordare 3 cose:

- un bivacco è di tutti, dalla più piccola cosa che troverai al suo interno alle mura che ti ripareranno dalle intemperie, ed è dovere di tutti prendersene cura nel tempo in cui lo si utilizza. Viviamo in una società in cui se una cosa è di tutti automaticamente non è di nessuno, ci sarà qualcun altro che se ne occuperà. In montagna non funziona così, la cura e il rispetto sono indispensabili! È una ruota che gira, in cui ad ogni azione corrisponde una reazione: a te darebbe fastidio trovare sporco, quindi lascia pulito quando te ne vai, a te farebbe incazzare saltare la cena perché qualcuno ha finito il gas o non poter fare una telefonata d’emergenza perché manca la corrente, o ancora patire del freddo perché qualcuno si è rubato le coperte o ha danneggiato gli infissi.

- un bivacco (e quello che c’è dentro) può salvare la vita a qualcuno in caso di emergenza, quindi abbi cura di usare solo il necessario. Pensa sempre che se ti trovassi in difficoltà sarebbe un problema non avere corrente, una bombola o del cibo d’emergenza; quindi, è anche compito tuo evitare che altri si trovino in questa spiacevole situazione, utilizzando solo il necessario e segnalando alla sezione CAI di riferimento eventuali danni.

- un bivacco è gratuito, ma non per questo ha meno valore. Viviamo in una società in cui vogliamo spendere il meno possibile pretendendo la qualità massima, e allo stesso tempo crediamo che se è gratis non ha valore o siamo autorizzati a non averne cura. Ecco, in montagna non è così. Quello che trovi esiste per la volontà di persone che amano la montagna, te compreso, e che fanno del loro meglio per dare sicurezza, attrezzature, cura. E in genere lo fanno a loro spese, chiedendo in cambio solo rispetto ed educazione. Se puoi, fai una donazione.

Cosa trovo in un bivacco?

Dipende dal bivacco.

Come ho già accennato non tutti i bivacchi hanno la stessa dotazione, dipende dalla loro posizione – la quota, l’accessibilità con mezzi, ecc. – e dalla loro “funzione” – bivacco o riparo. Il CAI o i siti web che si occupano di turismo hanno sempre delle schede dedicate alle singole strutture, per dare un’idea a chi ne usufruisce di ciò che troverà al suo arrivo. Sempre per il principio della ruota che gira, sappiate che nonostante questo è meglio essere autonomi su tutto, perché non si sa mai.. Purtroppo è capitato, per fortuna solo un paio di volte in anni e anni di esperienze in montagna, di rimanere senza cena perché stupidamente ci siamo fidati della dotazione dichiarata – cioè bombolette per fornello a gas – ma al nostro arrivo c’erano solo bombole vuote. Le schede sono utili per capire quanto è spartano il bivacco e in linea di massima cosa troverai, ma è bene avere sempre un piano B per tutto (dalla cena alla riserva di carica per il telefono).

In linea di massima troverai sempre letti, con materassi e coperte, e stufa (spesso di quelle su cui è possibile cucinare, a volte con legna già tagliata) e almeno una fontana/fonte in cui recuperare acqua; non sempre troverai stoviglie per cucinare, generi alimentari di prima necessità (pasta, thè, sale, scatolette o generi non deperibili), il necessario per rassettare e per appendere i panni da far asciugare. In alcuni bivacchi troverai anche piccoli generatori o corrente ricavata da piccoli pannelli solari, un wc al chiuso – ma non ti illudere, nella migliore delle ipotesi è una turca di legno senza acqua corrente – bombole del gas e addirittura carte da gioco, il diario degli ospiti e una radio per le emergenze.

Cosa metto nello zaino se vado in bivacco?

Qui di seguito trovi un breve elenco delle cose indispensabili per un weekend in bivacco. Do per scontato che partirai con abbigliamento e attrezzatura escursionistica, consapevole che un bivacco si raggiunge a piedi – spesso faticosamente – su sentieri di montagna. Quindi faccio un riassunto sul necessario per l’escursione e aggiungo solamente il necessario per il bivacco tenendo conto che potrebbero non esserci corrente elettrica, bombola di gas con il fornelletto, wc e acqua corrente.

Questo è quello che dovresti sempre avere nello zaino, anche per un’escursione in giornata, e anche con previsioni meteo ottimali:

  • K-way e copri zaino/poncho con cappuccio
  • Calze e indumenti di ricambio
  • Indumenti pesanti per il freddo
  • Scalda collo, cuffia e guanti
  • Cappello/bandana
  • Occhiali da sole e crema solare
  • Bastoncini da trekking
  • Kit primo soccorso
  • Medicine personali e medicine di prima necessità: antidolorifico, antipiretico, disinfettante, fermenti lattici, antibiotico ad ampio spettro, crema idratante e lacrime artificiali.

Questo invece è ciò che devi aggiungere per una notte in bivacco:

  • “pigiama” (un cambio per dormire)
  • Necessario per igiene personale [ricorda che ogni cosa che usi va in natura, utilizza prodotti naturali adatti, ad esempio, per lavarsi nei torrenti; esistono sia sapone che dentifricio]
  • Sacco a pelo
  • Ciabatte
  • Torcia frontale
  • Sacchetto per la spazzatura
  • Tecnologia Qb [cioè “quanto basta” come in cucina. E ricordati di essere preparato ad ogni evenienza – dalle varie prese di corrente alla necessità di una riserva di carica – senza mai dimenticare che la tecnologia pesa]
  • Acqua a sufficienza
  • Cibo per il trekking e per i vari pasti [esistono un’infinità di buste liofilizzate o da reidratare con alimenti nutrienti, come pasta al ragù o colazione, che pesano poco e hanno solo bisogno di acqua calda per tornare commestibili.]
  • Stoviglie da campeggio [portati sempre almeno la gavetta, una tazza e le posate. Scegli un materiale che può essere messo sul fuoco, risparmierai stoviglie da portare sulle spalle]
  • Fornelletto da campeggio con bombola [anche se sei sicuro che in bivacco c’è la stufa oppure un fornello portati almeno il fornelletto con una piccola bombola di emergenza]
  • Carta igienica
  • Tappi per le orecchie

Mi raccomando, non dimenticare a casa lo spirito di adattamento e la voglia di socializzare. Con un sorriso sarà tutto più facile!

Perché bisognerebbe provare un bivacco almeno una volta nella vita?

Per me è stata (ed è ancora) una delle esperienze più belle che si possa vivere in montagna. Non solo per i paesaggi che puoi vedere da quella prospettiva privilegiata o per la soddisfazione di aver raggiunto una determinata quota, ma perché ti riporta ad una dimensione umana – cosa che purtroppo stiamo sempre più perdendo di vista. Viviamo in un mondo che va di corsa, in cui l’altro è un estraneo che viviamo quasi con timore; la vita in rifugio, in bivacco e in montagna in generale è – o almeno, dovrebbe essere – l’esatto opposto, cioè un luogo in cui il rispetto, l’altruismo e la solidarietà fanno parte dei tuoi passi.

La fatica che ti porta ad un bivacco ti insegna quante cose inutili ti sei portato e ti spoglia da tutti i pensieri, altrettanto inutili, che ti appesantiscono. La mancanza di comodità ti ricorda quanto la tua comfort-zone sia solo un gioco della tua mente, perché le cose che davvero contano sono altre: un sorriso, una stufa accesa, il quartino di vino che esce magicamente da uno zaino e insieme a 3 Pavesini fa subito festa, una partita a carte davanti a una candela, un tramonto che profuma di libertà o un’alba che ha il sapore di nuove avventure. L’aria frizzante e l’energia che scorre sono gli ingredienti della felicità; di quella felicità profonda, fatta di emozioni (invece che di cose), che ti invade con prepotenza e ti cambia dentro.

E sì, anche perché fare la pipì guardando la Via Lattea non ha prezzo (anche se ti si congela il sedere)!

Autore: Giorgia Ricotti

Foto: © Wild Trek – Avventure in cammino